Archivi tag: poesia

La sposa e il sospeso

Standard
beatriz-perez-moya-191993

foto di Beatriz Perez Moya

Che gioia infinita
vederti attraversare la navata
di bianco vestita,
partita
per una così lunga traversata…

Ti vedo perplessa
ma tutta questa vita che c’è stata,
cara principessa,
riflessa
da qui l’ho seguita e l’ho vegliata.

Ed ora tra i banchi
mi guardi con fin troppa meraviglia
i capelli bianchi…
Mi manchi,
in fondo ti ho sempre accompagnata,
figlia.

(2011.2015)

Annunci

Espianto (no tap)

Standard

espianto

Crosta di pane abbarbicata alla terra,
che per secoli hai stillato oro
sui nostri piatti e
luce su strade lontane,
innumerevoli tramonti la tua vecchiezza
ha vegliato per noi,
mentre con dita nodose
ricamavi un cielo
troppo vasto per non spaventarci…

Cala ora su di te
una notte improvvisa come una scure,
un fiume scuro sopraggiunge
ad irrorare questa terra riarsa
coi suoi miasmi incendiari:
devi fargli posto,
dicono.

Te ne vai nel fracasso delle prefiche,
di chi non riesce a sopportare
il tuo urlo silenzioso:
il tuo espianto
è il nostro pianto.

Mai stata l’aria
attorno a te tanto
fastidiosa.

Bamiyan, Mosul, Palmira

Standard

cavity-remains-where-once-buddhas-stoodLe fanno a pezzi
ma non le distruggono.

Nella loro bieca follia
(tutt’altro che cieca)
colpiscono per produrre
frammenti,
non scarti inservibili
o inutili rottami.

Indignare per simili sfregi
(offese a civiltà estinte,
anacronistici antagonismi)
è solo un gradito effetto
collaterale,
prioritario è frazionare
per monetizzare.

Colpiscono per produrre,
non per annientare.

(2016)

Microcosmo

Standard

lorenzo-antonazzo_lago-salato_microcosmo

Mentre osserva
il cadavere di lei
disteso sulla spiaggia
e pensa
a quanti universi
abbia indenne attraversato
prima di schiantarsi
sulla sua schiena
a un passo dall’agognato
suolo terrestre,
sulla pelle gli imprime
la luce
una galassia di nei.

(2015)

 

 

Un augurio per il nuovo anno

Standard

quasi come ulisse, alba su itaca.T0Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d’ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca,
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

(Costantino Kavafis)

Poesia istantanea? Se non fosse che…

Standard

Acclamati come celebrità, in cima alle classifiche, con centinaia di migliaia di sostenitori al seguito e lunghe code per gli autografi: stelle del cinema o della musica? No, i poeti nell’era di internet. O perlomeno quei pochi (ma il loro novero pare in continua crescita) che provano a coniugare le potenzialità e la tempistica dei social network con l’estemporaneità delle loro espressioni liriche, ovvero i cosiddetti instapoets.

Artisti di ogni genere e con ogni tipo di esperienza, si cimentano a condensare in pochi versi – talvolta con l’ausilio di piccoli stratagemmi grafici – la fugacità di un’emozione, perlopiù patemi d’amore ma anche pensieri di un istante, la sofferenza della solitudine, inni alla femminilità o quanto possa, ad esempio, rientrare nelle diciassette sillabe di un haiku. Spontaneità e brevità sono infatti gli unici stilemi fondamentali ad accomunare questi autori.

Revisionare versi scritti di getto sarebbe come “tradire l’esatta emozione di quel momento” sostiene Tyler Knott Gregson, fotografo ed ex copywriter che da sei anni pubblica sui propri profili un haiku al giorno, riscuotendo apprezzamenti immediati e largo gradimento. La sua prima raccolta, Chasers of the Light, è riuscita a far breccia nelle classifiche del Wall Street Journal e l’arrivo della seconda desta l’interesse di riviste che si dedicano più spesso alla moda e al cinema piuttosto che alla poesia.

Tyler Knott Gregson

Ancora maggiore il successo di Lang Leav, che nel 2013 decide di autopubblicare online un piccolo libro di poesie intitolato Love & Misadventure e due anni dopo si ritrova a promuovere i suoi versi in giro per il mondo, con presentazioni – pare – così affollate che gli spazi per gli autografi devono essere scaglionati in sessioni da cinquecento persone per volta. Due raccolte dopo (LullabiesMemories, seguite a un importante contratto editoriale), il totale dei suoi follower rasenta il milione e le vendite fanno registrare numeri stupefacenti per il genere poetico.

Lang Leav

Non da meno, infine, l’esperienza di Rupi Kaur, anch’ella controcorrente nell’uso di Instagram e nel coraggio di autopubblicarsi online. Il suo Milk & Honey è stato sin da subito tra i più venduti su Amazon e negli Stati Uniti occupa stabilmente i primi posti nelle classifiche che comprendono anche i poeti per, così dire, “più tradizionali”. Parte della sua forza è l’aspetto immediatamente riconoscibile delle liriche, scritte sempre e soltanto con lettere minuscole, del tutto prive di punteggiatura e talvolta accompagnate da disegni dai tratti essenziali. Probabilmente, la più dotata tra i tre, di certo quella con maggiore personalità artistica.

Rupi Kaur

Tra i pregi di questo movimento c’è senza dubbio una sorta di riabilitazione popolare della poesia, la possibilità di restituire all’uomo di tutti i giorni una gamma lievemente più ampia di potenzialità espressive. Significativa in questo senso proprio una composizione della Kaur:

Of course
i want to be
successful
but
i don’t crave
success
i need to be
successful
to gain enough
milk and honey
to help those
around me succeed

Una bella sovversione in un campo tante volte egocentrico come quello dei social media, dominato com’è dalla logica del selfieSe non fosse che… niente (o poco) di tutto ciò ha a che vedere con la poesia.

Comporre in versi non è l’immediata espressione dei propri moti interiori, né spezzettare la prosa su righi diversi o riproporre (il più delle volte) tematiche trite e ritrite con pochi sprazzi di originalità. La poesia è bellezza e densità di significato, è forma e contenuto, ritmo e ricerca, rielaborazione, costruzione.

In altre parole, ciò che gli instapoets fanno più che poetare, è postare!