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Fantasmi delle biblioteche

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foto di Amador Loureiro

La mia biblioteca è popolata da centinaia di migliaia di personaggi, alcuni reali e altri fittizi. Quelli reali sono i cosiddetti personaggi immaginari delle opere letterarie, quelli fittizi sono gli scrittori. Dei primi sappiamo tutto, o meglio sappiamo tutto ciò che c’è da sapere, ossia quello che è detto nel romanzo, nella favola, nella novella o nella poesia dove compaiono. Dal momento in cui gli scrittori hanno dato loro vita, non sono invecchiati, sono rimasti uguali a se stessi e così sarà per l’eternità. Ci basta avere in mano il testo (o i testi) in cui figurano per conoscere tutto quello che l’autore ha voluto farci sapere delle loro azioni, delle loro parole e talvolta dei loro pensieri. Il resto non conta. Non ci nascondono nulla, esistono, sono reali. […] Di Omero, di Virgilio e di Cervantes si sa pochissimo, mentre si sa molto di Ulisse, Enea o Don Chisciotte. […] Amleto è molto più vivo di quello Shakespeare della cui esistenza si sa pochissimo.

Jacques Bonnet, I fantasmi delle biblioteche

Una delirante poesia

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Francesco Musante, L’elefante ballerino ed altri sogni rispolverati tra i barattoli dei colori…

Ho sognato di correre in un bosco vestito da cuoco, ho sognato che sparavano a Waldo e io non potevo far nulla, ho sognato la notte e il temporale e te bellissima che venivi abbracciata dai lampi, eri vestita di bianco, di fuoco, avevi le calze venate di fiamme, di mari in tempesta. Ti ho sognata coi capelli neri, con gli occhi di un colore che è troppo difficile dire, ho sognato che ti dicevo le cose d’amore e tu non credevi, dicevi sei pazzo, sei pazzo non voglio giocare al tuo gioco.
Ho sognato di prendere a calci la nebbia, di morire di sete, di salvarmi bevendo i tuoi baci, li ho sognati quelli occhi che ridono, ho sognato di scriverti mille poesie d’amore pazzesco e poi mille pazzesche poesie, ti ho sognata seduta ai bordi del lago, sul bordo del letto leggevi i miei versi accavallando le gambe tue lunghe abbronzate dal sole, alzavi lo sguardo, ho sognato che ti ero seduto vicino, sdraiato, “ti ho sognata” dicevo, “lo so” rispondevi “stanotte mi hai stretta come non avevi mai fatto”.

Guido Catalano, D’amore si muore ma io no

Una cosa viva e delicata

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foto di Steve Halama

All’inizio se ne sentiva molto orgoglioso, lo teneva tra le mani, ne accarezzava la copertina liscia e voltava lentamente le pagine. Gli sembrava una cosa viva e delicata, come un figlio. Una volta stampato, l’aveva riletto tutto, stupendosi vagamente di non trovarlo né migliore né peggiore di come se l’era aspettato. Dopo un po’ si era stancato di guardarlo, ma ogni volta che pensava a quel libro, e al fatto di esserne l’autore, restava stupito e incredulo di fronte alla propria temerarietà. E alla responsabilità che si era assunto.

John Williams, Stoner

L’ultima madre

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filo rosso di igor ovsyannykov

Igor Ovsyannykov, Red Thread

“Vuoi giudicare del come senza capire il perché? Tu hai sempre fretta di emettere sentenze, Maria.”
“Non sono io che ho fretta, anzi. Se le cose devono accadere, al momento giusto accadono da sole.”
La vecchia si tolse lo scialle bruscamente, lasciandolo cadere senza grazia sulla sedia. Gli occhi scuri fissarono Maria con una certa severa impazienza. […]
“Accadono da sole…” mormorò, sorridendo senza allegria. “Sei nata tu forse da sola, Maria? Sei uscita con le tue forze dal ventre di tua madre? O non sei nata con l’aiuto di qualcuno, come tutti i vivi?”
“Io ho sempre…” Maria accennò a replicare, ma Bonaria la fermò con un cenno imperioso della mano.
“Zitta, tu non sai cosa dici. Ti sei tagliata da sola il cordone? Ti sei forse lavata e allattata? Non sei nata e cresciuta due volte per grazia di altri, o sei così brava che hai fatto tutto da sola?”
Richiamata alla propria dipendenza con quello che le parve un colpo basso assestato con cattiveria, Maria rinunciò a replicare mentre la voce di Bonaria si abbassava fino a diventare una litania priva di qualunque enfasi.
“Altri hanno deciso per te allora, e altri decideranno quando servirà di farlo. Non c’è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri ad ogni angolo di strada, Maria, e tu dovresti saperlo più di tutti.”
L’anziana sarta parlava con la sincerità con cui si fanno le confidenze agli sconosciuti sul treno, sapendo che non si dovrà sopportare mai più il peso dei loro occhi.
“Non mi si è mai aperto il ventre,” proseguì, “e Dio sa se lo avrei voluto, ma ho imparato da sola che ai figli bisogna dare lo schiaffo e la carezza, e il seno, e il vino della festa, e tutto quello che serve, quando gli serve. Anche io avevo la mia parte da fare, e l’ho fatta.”
“E quale parte era?”
“L’ultima. Io sono stata l’ultima madre che alcuni hanno visto.”
Maria rimase in silenzio per qualche minuto, mentre la rabbia moriva nel senso per lei inaccettabile di quelle parole. Quando parlò, Bonaria capì che non c’erano più spazi per capire.
“Per me siete stata la prima, e se mi chiedeste di morire, io non sarei capace di uccidervi solo perché è quello che volete.”
Bonaria Urrai la fissò e Maria vide che la vecchia era stanca.
“Non dire mai: di quest’acqua io non ne bevo. Potresti ritrovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata.”

Michela Murgia, Accabadora

Un augurio per il nuovo anno

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quasi come ulisse, alba su itaca.T0Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d’ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca,
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

(Costantino Kavafis)

Odio onnipotente

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(Alessandro Bergonzoni, installazione, 2010)

Odio onnipotente, non credo in te!
Ma non ti farò una guerra spietata.
Non c’è nazione che tenga.
Lo invocano le vittime
e non solo della nostra civiltà, che può non essere migliore di altre,
ma tutte: quelle civili o incivili innocenti o colpevoli lontane o confinanti.

Odio onnipotente,
la misericordia morta
non spiega nessuna strage,
se non quella delle misericordie stesse.

Odio onnipotente,
non voglio ragione,
voglio bene!
Fino anche a sposare l’idea
che le religioni si scambino le fedi.

Dobbiamo agire, subito,
con le intelligence,
ma quelle di tutti gli stati,
d’animo.

(Alessandro Bergonzoni)

Un altro salto nella biblioteca dei #LibriParlanti

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Lorenzo Antonazzo10

La rosa profonda, / la mite / rosa candida / come un romanzo / sostiene Pereira.

Perché occorre fare silenzio in biblioteca? Semplice, per ascoltare i libri che parlano fra loro! Delle lunghe conversazioni che intrattengono avevamo parlato in un’altra circostanza, di seguito invece altri brevi scambi…

#LibriParlanti... Uno, nessuno e centomila / Esercizi di stile. (Lorenzo Antonazzo)

#LibriParlanti… Uno, nessuno e centomila / Esercizi di stile.

Igiene dell'assassino: / è proibito amare / i detective selvaggi.

Igiene dell’assassino: / è proibito amare / i detective selvaggi. 

Cari mostri, / se questo è un uomo / la grammatica è una canzone dolce.

Cari mostri, / se questo è un uomo / la grammatica è una canzone dolce.

After dark, / american gods / dance dance dance.

After dark, / american gods / dance dance dance.

Doppio sogno / lo specchio nello specchio. / Io e te: / l'uomo duplicato, / l'amico ritrovato.

Doppio sogno / lo specchio nello specchio. / Io e te: / l’uomo duplicato, / l’amico ritrovato.