Mi chiamo Lorenzo Antonazzo e il Grullo Parlante è il diario senza pretese delle esperienze culturali che intercetto, delle passioni estemporanee da condividere, delle considerazioni sparse.

Mi muove l’amore per la parola e per il racconto, in ogni sua forma.

Insomma, mi piace scrivere e raccontare, ma soprattutto lasciarmi coinvolgere dalle storie degli altri, siano esse intrecciate in un romanzo, composte in una canzone, dispiegate in immagini… o ascoltate e colte nella vita di tutti i giorni.

Mi piace scoprire i fili che legano e attraversano tutte queste storie. Il Grullo Parlante è il tentativo di tessere questi fili con voi, mantenendo come stella polare le parole di Roland Barthes che ho scelto sin da quando ho intrapreso gli studi di narratologia:

Testo vuol dire tessuto, ma laddove fin qui si è sempre preso questo tessuto per un prodotto, un velo già fatto dietro al quale, più o meno nascosto sta il senso (la verità) adesso accentuiamo nel tessuto, l’idea generativa, per cui il testo si fa, si lavora attraverso un intreccio perpetuo; sperduto in questo tessuto – questa tessitura – il soggetto si disfa, simile a un ragno che si dissolva da sé nella secrezione costruttiva della sua tela. Se amiamo i neologismi, potremmo definire la teoria del testo come una ifologia (hyphos è il tessuto e la tela del ragno).

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  1. Ciao Lorenzo, sono Georgia. Blog fantastico!
    Le tue “poche idee ma confuse” sono piacevoli e interessanti righe da leggere, continua così!
    W il Grullo Parlante, ciaoooo!

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