Fantasmi delle biblioteche

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foto di Amador Loureiro

La mia biblioteca è popolata da centinaia di migliaia di personaggi, alcuni reali e altri fittizi. Quelli reali sono i cosiddetti personaggi immaginari delle opere letterarie, quelli fittizi sono gli scrittori. Dei primi sappiamo tutto, o meglio sappiamo tutto ciò che c’è da sapere, ossia quello che è detto nel romanzo, nella favola, nella novella o nella poesia dove compaiono. Dal momento in cui gli scrittori hanno dato loro vita, non sono invecchiati, sono rimasti uguali a se stessi e così sarà per l’eternità. Ci basta avere in mano il testo (o i testi) in cui figurano per conoscere tutto quello che l’autore ha voluto farci sapere delle loro azioni, delle loro parole e talvolta dei loro pensieri. Il resto non conta. Non ci nascondono nulla, esistono, sono reali. […] Di Omero, di Virgilio e di Cervantes si sa pochissimo, mentre si sa molto di Ulisse, Enea o Don Chisciotte. […] Amleto è molto più vivo di quello Shakespeare della cui esistenza si sa pochissimo.

Jacques Bonnet, I fantasmi delle biblioteche

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