Lo Stroncatore (novantadue minuti di applausi)

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emuli di fantozziSono lì da tempo, ad arricchire gli archivi di siti come AmazonIBS anobii, eppure nessuno finora era riuscito a cogliere il genio in essi compreso: parliamo dei commenti dell’utente medio ai grandi classici della letteratura e de Lo Stroncatore, il tumblr che finalmente raccoglie le voci della “critica letteraria ai tempi di internet”.

Non lasciatevi ingannare, lo Stroncatore ha nomi sempre diversi, ma la sua figura è inconfondibile. Mediamente colto, in alcuni casi dichiara persino di essere un professore e si confronta alla pari con i grandi autori del passato, senza guardare in faccia nessuno. Emette giudizi privi della minima incertezza, eppure, malgrado la sua brutalità, sfoggia spesso una tagliente ironia. Insomma, è il paladino del popolo, colui che si scaglia contro tutti gli spocchiosi che scambiano un libro di fama per un classico intoccabile: l’unico eroe che ha il coraggio di alzarsi dalla platea e dichiarare ad alta voce che questo o quel capolavoro in realtà…

è una cagata pazzesca

A differenza di Paolo Villaggio, che con la sua celeberrima battuta criticava il pregiudizio pseudo-intellettuale spesso rivolto a opere di valore universalmente riconosciuto e non certo una delle massime espressioni della narrazione cinematografica, gli odierni emuli di Fantozzi dileggiano a cuor leggero le migliori pagine della letteratura mondiale senza alcun riguardo per il contesto storico in cui sono state scritte.

Privi di una qualsivoglia prospettiva che non sia il piacere immediato, ignorano le differenze basilari fra il romanzo e la narrativa e perciò non esitano a giudicare noioso (nel migliore dei casi) un libro che ad ogni rigo non propini loro un colpo di scena. In altre parole, esprimono il loro legittimo gradimento assumendo un ruolo, quello del critico, per svolgere il quale non possiedono il ben che minimo requisito.

Così, a loro dire, Daniel Defoe avrebbe una “capacità immaginativa e strutturale di massimo sette anni” e la scrittura di Herman Hesse sarebbe “piana e senza guizzi”; Carlo Emilio Gadda avrebbe fatto meglio a fare l’ingegnere, mentre il messaggio di Primo Levi sarebbe  “troppo scontato” e il fantasy di J.R.R. Tolkien “troppo fantasy”; William Shakespeare avrebbe scritto un libro “incapibile” con Amleto e “privo di senso” con Romeo e Giuletta, peggio di Lev Tolstoj che con Anna Karenina se la sarebbe cavata almeno con “una specie di mega Harmony”, etc.. E, naturalmente, le versioni su grande schermo di qualunque opera risultano sempre di gran lunga le migliori.

Verrebbe da chiedersi come mai, con simili presupposti, certa gente si imbarchi in letture del genere. L’ideatore de Lo Stroncatore forse prova a darci una risposta: per farci morire dal ridere!

In realtà, dietro questo tumblr c’è una forte autorialità, che trascendendo la scrittura dei testi emerge attraverso la loro disposizione, affidando all’intreccio il compito di suggerire un’idea o stimolare una riflessione sulla nostra capacità di lettura e sul ruolo che internet può rivestire per una reale diffusione della cultura.

“Novantadue minuti di applausi” a Lo Stroncatore non li toglie nessuno.

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