L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio di Murakami Haruki

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L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggioOrmai Murakami ci ha abituati ad una serie precisa di stilemi, vale dire a elementi che, sia pure in proporzioni variabili, ricorrono in ogni sua opera e ne contraddistinguono l’impronta narrativa. In questo senso, L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio non fa eccezione.

In esso ritroviamo una solitudine che permea alla base la vita del protagonista, l’esistenza di una dimensione spirituale legata a logiche imperscrutabili, una misteriosa figura femminile, il costante riferimento a precisi brani musicali e naturalmente Tokyo e il Giappone. Non mancano, da un punto di vista strutturale, le storie nella storia, i dialoghi fin troppo didascalici e un finale aperto, che non fornisce risposte o comunque non le esplicita a sufficienza.

Ma, allora, cosa fa di questo libro una nuova vetta nella produzione dell’autore giapponese?

Inutile negarlo, Murakami fa parte di quella cerchia di scrittori per i quali si grida al capolavoro ad ogni nuova pubblicazione. Eppure L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio rappresenta sul serio una svolta, soprattutto se affiancato alprecedente 1Q84. In esso Murakami è riuscito a conferire un inedito equilibrio ai tratti caratteristici della sua prosa, accordando la giusta efficacia ad un’idea eccezionale nella sua semplicità: di punto in bianco e senza alcuna ragione apparente, le persone più care al protagonista recidono ogni legame con lui, facendolo sprofondare nel più totale isolamento.

Viene così messo in scena il mistero dell’emarginazione con i suoi lunghi strascichi, il senso di inadeguatezza, l’autoannientamento, la vita nuova con una ferita nel profondo. È la realtà irrisolvibile del male, di una solitudine così radicata nell’animo umano da oscurare ogni contraria evidenza, senza svanire mai del tutto. Neanche quando, alla fine del viaggio, potrebbe essere lasciata alle spalle.

Il cuore umano è come un uccello notturno. Aspetta in silenzio qualcosa e, quando viene il momento, vola dritto in quella direzione.

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