Solo andata

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Siamo gli innumerevoli,
raddoppia ogni casella di scacchiera:
lastrichiamo di corpi il vostro mare
per camminarci sopra.

Non potete contarci: se contati aumentiamo,
figli dell’orizzonte che ci rovescia a sacco.
Nessuna polizia può farci prepotenza
più di quanto già siamo stati offesi.

Faremo i servi, i figli che non fate:
le nostre vite i vostri libri di avventura.
Portiamo Omero e Dante, il cieco e il pellegrino,
l’odore che perdeste, l’uguaglianza che avete sottomesso.

Da qualunque distanza, arriveremo a milioni di passi,
noi siamo i piedi e vi reggiamo il peso:
spaliamo neve, pettiniamo prati,
battiamo tappeti, raccogliamo il pomodoro e l’insulto.

Noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo,
noi siamo il rosso e il nero della terra,
un oltremare di sandali sfondati,
il polline e la polvere nel vento di stasera.

Uno di noi, a nome di tutti, ha detto:
“Non vi sbarazzerete di me.
Va bene, muoio, ma
in tre giorni resuscito e ritorno”.

(In braccio al Mediterraneo, migratori di Africa e di Oriente affondano nel cavo delle onde.
Il pacco dei semi portati da casa si sparge fra le alghe e i capelli…
La teraferma Italia è terra chiusa, li lasciamo annegare per negare.)

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