La lettura che cattura (affina la mente)

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Ciò che qualunque lettore sa per esperienza ora i neurologi cominciano a dimostrarlo: un buon romanzo è in grado di catapultarci nel suo mondo, proprio come se fossimo lì con tutto noi stessi. Per il tempo della lettura e forse per qualche tempo in più.

Gli studi finora condotti avevano già dimostrato come il cervello umano, reagendo a determinate suggestioni presenti in un testo, ad esempio leggendo dell’aroma del caffè o dell’odore della pioggia appena caduta, innescasse subito le aree preposte al senso stimolato, in questo caso l’olfatto. Ora un nuovo esperimento ha messo in luce quanto la partecipazione della nostra mente a quanto raccontato in un libro non solo sia ancor più complessa, ma abbia anche effetti duraturi.

Per effettuare il test, ventuno studenti dell’Università Emory (Atlanta, Georgia) sono stati sottoposti per cinque giorni consecutivi ad una risonanza magnetica funzionale (fMRI). Il trattamento è proseguito nei nove giorni successivi, stante, però, una nuova condizione: gli stessi studenti in quel periodo hanno dovuto dedicarsi alla lettura di Pompei, un romanzo di Robert Harris. Infine, ancora cinque giorni di risonanze a libro chiuso.

I risultati hanno evidenziato, anche a distanza di giorni dalla lettura, un’incremento di connettività in alcune aree del cervello, quasi che questo venga scolpito dai libri che leggiamo. Embodied semantics è il nome che gli autori della ricerca hanno dato al processo cerebrale per il quale le azioni e le emozioni evocate in un romanzo mettono in moto le stesse connessioni neurologiche che si attiverebbero se fosse il lettore a compierle in prima persona.

Abbiamo così le prove biologiche di quanto a livello linguistico è noto da tempo, dal momento che ogni discorso di finzione è ritenuto un atto perlocutorio, ossia un atto linguistico che chiama in causa il destinatario. Un vero e proprio appello a quella che il narratologo francese Gérard Genette ha definito “cooperazione immaginativa del lettore”, un appello che il nostro cervello non può evitare di raccogliere. Che ci piaccia o no, il solo leggere di un gruppo di diseredati a cavallo alla cui compagnia si aggiunge un nobile nano evoca nella nostra testa l’immagine di questa lenta colonna o dei loro bivacchi, sia pure per il tempo necessario a respingerla come puerile.

Non respingetela! Sentite come ci ha azzeccato il nano sul nostro argomento:

Per continuare ad essere un’arma valida, la mente ha bisogno dei libri quanto una spada ha bisogno della pietra per affilarla. Per questo, Jon Snow, io leggo così tanto.

G.R.R. Martin, A game of thrones

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