Come un tuono

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The place beyond the pines

Caso più raro che unico, il film di Derek Cianfrance ottiene dall’adattamento italiano un titolo che risulta essere pertinente e al contempo evocativo. Ricorda il rombo della moto e il destino tragico che lega ad esso i personaggi come sostiene la tag-line: “Quando corri come un fulmine, ti schianti come un tuono.

D’altro canto, il titolo originale, The place beyond the pines, sembra astrarre l’attenzione dello spettatore dalle vicende dei singoli, quasi a sottolineare il dramma in cui tutti sono più o meno invischiati e col quale ciascuno è obbligato a sporcarsi le mani.

Il racconto, infatti, si snoda attraverso la rappresentazione di una serie di vincoli sociali e soprattutto generazionali che all’inizio è difficile preventivare, dal momento che tutto porta a ritenere come principale la storia di Luke Glanton, ovvero il Ryan Gosling che campeggia sulle locandine in quello che a visione ultimata appare un evidente tentativo di depistaggio.

Invece, c’è un momento in cui la vicenda sembra quasi imboccare una completa inversione, mentre, al contrario, è l’attimo in cui comincia a mostrare la fisionomia della sua costruzione narrativa. Così, se da una parte va infittendosi la rete delle costrizioni sociali e i personaggi affrontano traversie morali sempre più contorte (pregnante in proposito l’immagine delle acrobazie dei motociclisti nella gabbia), da un punto di vista formale assistiamo a un gioco di simmetrie tutte perlopiù imperniate sul rapporto fra padre e figlio.

Una scelta non meramente estetica, considerato che proprio nel finale, quando la corrispondenza delle azioni suggerisce una tragica ineluttabilità, la catena si spezza in modo piuttosto convincente e uno dei figli sembra raccogliere dal padre un’eredità che non si esaurisce nella colpa.

In definitiva, il posto al di là dei pini, più che una mera indicazione topografica (traduzione del termine mohawk Schenectady, nome della cittadina in cui il film è ambientato) si rivela metafora di un’esistenza intesa come selva oscura che si è costretti ad attraversare mentre si cerca la strada per la felicità.

Non a caso nel verde si svolgono alcune scene fondamentali – tutte difficili, tutte cariche di tensione – e il racconto si conclude con una strada tra gli alberi su cui una moto romba come un tuono.

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