Metafisica dell’abbraccio

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Gustav Klimt, Amanti (Il bacio)

Gustav Klimt, Amanti (Il bacio)

Nel museo del Belvedere di Vienna, questo meraviglioso quadrato è incastonato al centro di una parete completamente nera, che ne esalta il fascino magnetico. Davanti ad esso, i visitatori compiono una sosta prolungata, poiché l’oro assorbe ogni attenzione. Persino l’indicazione del nome e della paternità dell’opera è posta su un altro muro, adiacente e bianco come tutti gli altri.

Due amanti avvinti in un così tenero abbraccio non necessitano di nient’altro che un lembo di terra su cui poggiarsi: quel prato che è tutto macchie e fiori. Tutto il resto non conta. La luce è puntata sulle due figure avvolte e fuse in quel gesto d’amore; ciò che brilla è la loro unità.

Arduo davvero distinguere l’uno e l’altra, se non per i motivi delle vesti, entrambe dorate, ma ornate da rettangoli e linee rette per lui e per lei da forme sinuose. È la disposizione dei corpi ad assegnare all’uomo il movimento attivo di chi si china sull’altra: la avvolge, le prende il viso tra le mani, la bacia, al di là di ogni reciprocità. Un atto del tutto gratuito.

E lei? Nell’ambiguità della sua risposta risiede una parte importante del fascino di questo quadro. Guardare i suoi piedi, come sospesi sull’orlo del baratro, per notare che è in ginocchio, forse pronta a lasciarsi cadere. Le sue mani poi, le sue mani sono così enigmatiche. Le dita della destra, leggermente ripiegate, sono soltanto appoggiate sul collo di lui e non paiono affatto intenzionate ad aggrapparsi. La posa della sinistra, d’altro canto, è ancora più toccante, quasi volesse schiudere un abbraccio che non può più essere. E se si trattasse un addio? Lui che tenta di trattenerla, di cristallizzare la loro unione in un attimo senza fine; mentre lei, più conscia, sa che ormai il suo tempo è sfiorito: è ora di separarsi, è ora di andare.

Dicono che i protagonisti del dipinto siano l’artista e una giovane donna che egli avrebbe amato sulle rive del lago Attersee. Acquisterebbe così un preciso significato l’oro dello sfondo, liquida luce riflessa sulla superficie delle acque. Eppure, lei conserva sempre quell’aria di debole diniego, una vana resistenza alla dedizione totale di lui. La raffigurazione di un amore non corrisposto nella sua intensità?

C’è una terza interpretazione ed è la più comune. La tenerezza che il quadro promana è intrisa di una passione per la quale all’iniziativa di lui corrisponde l’estasi del completo abbandono di lei, che si lascia amare senza resistenze: come il maschile e il femminile, i due atti combaciano e compartecipano a generare la pienezza della gioia. Assume allora tutta un’altra funzione l’oro che Klimt ha sottratto ai mosaici bizantini di Ravenna: raffigurare l’eternità di un abbraccio, trasferirla al di fuori del tempo.

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