Rapsodia notturna

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Vincent Van Gogh, Notte stellata (particolare, 1889)

Vincent Van Gogh, Notte stellata (particolare, 1889)

La verità è che non esistono amori impossibili. Gli amori non corrisposti sono solo quelli che richiedono più coraggio per essere praticati.

Lo ammetto, oggi avrei scelto uno stile meno ampolloso per scrivere questa storia, pensata in origine come una canzone, ma, a quasi dodici anni di distanza, quantomeno lo spunto mi sembra ancora interessante.

Vediamo un po’ se qualcuno riesce a indovinarne i protagonisti.

D’alte genti sublime cantrice,
di nobili cuori gentile signora:
la mia voce sussurra agli dei.
Il nome mio è vanto e somma gloria d’ogni poeta,
capirete presto perché non mento quando dico:
“Sono unica”.

Io canto le gesta di colui che mi tolse vita
e amore.
Innalzo soavi odi a quello che fu,
di scrittori, fuggiaschi e naviganti sono musa.

Nel silenzio dei dormienti piango l’iniquo mio destino
di temuta amica fedele e compagna.
L’aere tutto freme del mio lamento,
lascia il celeste impero al fatal nemico
e alla sua chioma infuocata.

Miro il tempo mio scivolare
senza finire mai:
fatal quiete fu concessa ai giusti mortali.
E i miei ricordi,
persi a cercare
lune nei pozzi.
A cercare…
A cercare…
A cercare…

Mera illusione
la luna nel pozzo,
nei cieli irraggiungibile.
Ad altri concesse,
al focoso astro,
la sua beltà.

È la mia innaturale condizione
di amante.
Mi costringe,
taciturna,
ad approvare.
Reprimere la mia insana follia.

Solcano il cielo le stelle,
dispettosi messi d’amore.
Sorgono le ombre,
meschine compagne
nell’oscurità.
Persa è colei che governa le maree,
vittima del grave peso di Apollo.

E persa sono io,
pensieri, parole, frasi senza senso…
Un cerchio che ha perso il suo centro.

A un passo
dall’agognato baratro,
or vivo ancora.
Suono nel vento
a raminghi e viandanti la mia storia.
Per chi cerca un senso
al mio cantare
ho solo una risposta:
ama e lasciati amare.

(2002)

La risposta, per chi la vuole, è nei commenti.

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Una risposta »

  1. Protagonista indiscussa, facile, è la Luna. Non può nulla contro il Sole, anzi è sua la luce che riflette: è impari la lotta per contendersi il cuore del Cielo, di cui è innamorata. E così sceglie di condividerlo con il Sole e diviene icona di chi (si) ama.

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