Estratti di zoologia fantastica/5

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Beware of the Jabberwock

Se non siete mai andati a caccia dello Snark, siete fortunati perché il bestiario di Lewis Carroll ha ancora delle belle sorprese in serbo per voi. Accanto a creature note come lo Stregatto, il Brucaliffo, la Lepre Marzolina e il Bianconiglio, infatti, ve ne sono altre la cui conoscenza non è poi così diffusa e fra queste, in particolare, una è la più misteriosa e indecifrabile: il Jabberwock.

In effetti, se per lo Snark possiamo provare a immaginare un ardito incrocio fra una lumaca, un serpente e uno squalo (snail, snake, shark), il Jabberwock è aperto a così tante interpretazioni che nessuna di esse risulta convincente fino in fondo: non a caso, Jabberwocky (ovvero l’aggettivo riferito al Jabberwock) è entrato nell’uso comune della lingua inglese come antonomasia per tutto ciò che è nonsense.

Jabberwocky è il titolo del poemetto in cui l’animale viene descritto, senza peraltro chiarificare in alcun modo la propria natura, dal momento che la maggior parte delle parole usate dall’autore sono di sua invenzione e solo in alcuni casi derivano da altre già esistenti. Anche per questo, il testo contenuto in Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò è stato nel tempo un vero e proprio incubo per i traduttori, tanto che alcuni lo hanno dichiarato intraducibile.

Altri, invece, si sono divertiti ad adattarlo nella propria lingua, così in Italia, a seconda dei casi, il Jabberwock è diventato il Ciciarampa, il Ciarlestrone, il Tartaglione, il Mascellodonte, il Giabervocco, il Lanciavicchio, etc. La mia traduzione preferita lo chiama lo Sdràgolo: eccola qui, vedete voi se riuscite a capirci qualcosa!

Era brìllico, scocco e spicco,
prillicava di qua e di là;
ma lo strùchilo sullo sticco
lo Sdragàcciolo impizzerà.

“Allo Sdràgolo bada, o figlio!
Morde e brùzzica col muffò!
Ha la bazzica lunga un miglio:
te lo dico perché lo so”.

Con lo stègolo brando in mano,
quel nimìcolo invan cercò.
Sotto un albero lucumàno
alla fine si riposò.

E nel sònnico ripensando,
lo Sdragàcciolo gli arrivò:
prese il pròdito l’arcibrando
e alle costole scotolò.

Per forèstico, sbaldottiero,
quel probissimo va che va;
poi l’ammàppela e col cimiero
la zuccèttola gli ha taglià.

Era brìllico, scocco e spicco,
prillicava di qua e di là;
ma lo strùchilo sullo sticco
lo Sdragàcciolo sbrandellà.

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