Estratti di zoologia fantastica/4

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cronopio

Più che esseri immaginari: due immagini dell’essere.

cronopios e i famas sono una felice creazione dello scrittore argentino Julio Cortázar, protagonisti (assieme alle esperanzas) di brevi storie in cui vivono le situazioni del quotidiano attraverso il filtro della loro sensibilità del tutto particolare.

Tutto ciò che sappiamo su di loro lo apprendiamo appunto da questi piccoli apologhi un po’ strampalati, i quali mettono in luce soprattutto gli atteggiamenti di queste creature (e di quella sorta di mediazione fra gli opposti che sono le esperanzas).

Nel descriverne la genesi, Cortázar sembra fare riferimento a un’esperienza comune ai bambini, quando chiedono invano alla madre cosa siano le scie gialle, i lampi verdi e i punti arancioni che vedono quando strizzano gli occhi e che talvolta persino rimangono sospesi per un po’ davanti a loro quando li riaprono. A lui capita a Parigi, a teatro, durante l’intervallo fra due atti.

Stavo dunque seduto e all’improvviso ho visto (ma mi domando se bisogna prendere il verbo nel suo significato direttamente sensoriale o se si è trattato di una visione d’altro ordine, come la visione che tu puoi avere quando chiudi gli occhi o quando evochi qualche cosa che vedi nel ricordo), ho dunque visto fluttuare nella sala degli oggetti di colore verde, sorta di piccole palle verdi che facevano evoluzioni intorno a me… E insieme all’apparizione di quegli oggetti verdi, che sembravano gonfiati come piccoli palloni, come rospi, o animali del genere, m’è venuta l’idea che quelli erano Cronopios. La parola e la visione mi sono arrivate simultaneamente.

"Cronologicamente, il primo cronopio è stato Louis [Armstrong]" (Julio Cortàzar, foto di Alberto Jonquieres)

“Cronologicamente, il primo cronopio è stato Louis [Armstrong]” (Julio Cortázar, foto di Alberto Jonquieres)

È stato comunque Calvino (grande sponsor di Cortázar presso Einaudi e grazie al quale gli scritti dell’argentino sono approdati in Italia) a offrire la descrizione più nota ed efficace di queste “due genìe d’esseri”:

Dire che i cronopios sono l’intuizione, la poesia, il capovolgimento delle norme, e che i famas sono l’ordine, la razionalità, l’efficenza, sarebbe impoverire di molto, imprigionandole in definizioni teoriche, la ricchezza psicologica e l’autonomia morale del loro universo. Cronopios famas possono essere definiti solo dall’insieme dei loro comportamenti. I famas sono quelli che imbalsamano ed etichettano i ricordi, che bevono la virtù a cucchiaiate col risultato di riconoscersi l’un l’altro carichi di vizi, che se hanno la tosse abbattono un eucalipto invece di comprare le pasticche Valda. I cronopios sono coloro che, se si lavano i denti alla finestra, spremono tutto il tubetto per veder volare al vento festoni di dentifricio rosa; se sono dirigenti della radio fanno tradurre tutte le trasmissioni in rumeno; se incontrano una tartaruga le disegnano una rondine sul guscio…

E voi, siete più cronopios o famas?

[Precedenti estratti: la Fama, il colombre, i croccamauri.]

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