La voce dello scrittore

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Stai leggendo o stai fantasticando? Tanta suggestione hanno dunque su di te le affabulazioni di un grafomane?

Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore

Dopo il trionfale successo della saga di Harry Potter, J.K. Rowling ha deciso di smarcarsi dal ruolo di scrittrice per ragazzi dando alle stampe un titolo, Il seggio vacante, destinato ai lettori adulti. L’operazione non deve essere andata secondo le previsioni, visto che per la successiva pubblicazione la scrittrice inglese si è servita di uno pseudonimo, quasi a voler ricominciare da capo la sua avventura narrativa, priva dell’ingombro del famoso maghetto. Qualcuno, però, le ha rovinato l’esperimento, rivelando a tutti come dietro la facciata dell’esordiente fittizio Robert Galbraith si celasse in realtà la mano di un’autrice ben più nota e amata. Il sospetto di una trovata pubblicitaria è forte (e in effetti le vendite de Il richiamo del cuculo si sono impennate), ma la Rowling si dice furiosa per l’accaduto: a tradirla sarebbe stato proprio il suo stile di scrittura, per mezzo del quale alcuni critici l’avrebbero riconosciuta.

Se, infatti, ogni comune parlante ha il suo proprio idioletto, ovvero un modo distintivo con cui fa uso della lingua, tanto più chi scrive per professione sviluppa una voce originale per la quale può essere riconosciuto e apprezzato. Si tratta, certo, di una voce del tutto particolare, senza suono, poiché passa dagli occhi invece che per le orecchie: spesso si legge e non si pronuncia. Un linguaggio dunque visuale, come esplicitato da Calvino rispondendo alla domanda “come si legge il nome Qfwfq?”: non si legge, si vede.

Eppure, mi sono sempre chiesto quale fosse il suono della voce di quei narratori capaci di affascinarmi così tanto il loro racconto, come fosse la loro parlata, con quale inflessione, con quale cadenza abbiano raccontato a sé e ai vicini le storie che avrebbero steso sulla pagina. Non conosceremo mai la voce di Omero, Tasso, Shakespeare o Dumas, ma almeno per i nostri contemporanei godiamo di questo privilegio.

Curiosi di conoscere Calvino con le orecchie? Godetevi questa breve intervista.

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