Lover of life, singer of songs

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Freddie Mercury

Freddie Mercury, 5 settembre 1946 – 24 novembre 1991

La prima volta che ho ascoltato Bohemian Rapsody si usavano ancora i walkman e lui non c’era già più.

Lo ricordo bene, era una domenica mattina e di lì a poco il pranzo sarebbe stato in tavola. Steso di traverso sul letto, armeggiavo con una musicassetta presa in prestito da mio cugino: fissavo la macchia d’umido sul soffitto quando cominciarono ad affluire i primi suoni dal nastro che girava. La potenza sinfonica della traccia che apriva Greatest Hits I impresse la sensazione di quei sei minuti nella mia mente; i cori e la varietà del cantato mi trasportarono in un viaggio emozionale di cui una musica icastica scandiva le tappe.

Da quel momento in poi non fui più lo stesso.

Ascoltai quell’album per un anno di fila: mentre mi vestivo per andare a scuola, durante i compiti, sotto la doccia, quando gironzolavo per il quartiere o faticavo a prendere sonno la sera… Solo il Greatest Hits II poteva scalzare quella cassetta.

Fu grazie a quella voce che l’inglese mi divenne familiare. Imparai a memoria tutti i testi e la gioia di comprenderli rendeva l’ascolto ancora più eccitante. Ma il significato di Bohemian Rapsody è sempre rimasto un po’ misterioso.

Così come il suo autore. Eccessivo, carismatico. Benedetto da un talento al di fuori dalla norma. Molto più che un cantante, un amante della vita.  E oggi sono già ventidue anni che non c’è più.

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