Galeotto fu il personaggio

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Orlando a cavallo del drago

Emanuele Luzzati, Dell’amore, dell’avventura. L’Orlando innamorato

…un gran re di corona
di stato e de ricchezza sì potente
e sì gagliardo de la sua persona,
che tutto il mondo stimava niente:
Gradasso nome avea quell amirante,
che ha cor di drago e membra di gigante.

Matteo Maria Boiardo, Orlando innamorato

A volte t’imbatti in un testo e scopri per caso che quella che tu hai sempre considerato una parola come le altre nasce in realtà come nome proprio: Gradasso, re saraceno cui Boiardo attribuisce una forza portentosa poi ridimensionata da Ariosto, è l’archetipo di ogni spaccone, padre di tutti gli sbruffoni.

Personaggi, personaggi letterari: galeotti sono spesso i personaggi letterari.

E tra questi, guarda un po’, c’è proprio Galeotto (in origine Galehaut), sodale del più noto Lancillotto, cui procurò il primo incontro con Ginevra. L’uso che noi oggi facciamo di questa parola, naturalmente, discende in linea diretta da quello che gli attribuì il padre della nostra lingua, paragonando la lettura condivisa da cui scaturì la passione tra Paolo e Francesca al ruolo che Galeotto svolse nel ciclo dei romanzi arturiani (che i due amanti stavano leggendo):

…la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.

Dante, Divina Commedia

Dobbiamo, invece, a un altro grande della letteratura un personaggio così memorabile da dare il nome ad un’intera categoria: grazie a Manzoni ogni domestica di parroco, magari dotata di senso pratico e un po’ ciarliera, è una Perpetua.

Certi personaggi divengono antonomasie o perché un autore ne fornisce una descrizione così vivida e netta da acquisire valore di paradigma, o perché, stratificandosi nella cultura a partire da narrazioni primigenie, divengono modelli di riferimento per il racconto della realtà.

Così, ad ogni guida saggia e fidata diamo il nome di Mentore, l’amico fedele cui Ulisse affidò la propria casa e che consigliò Telemaco nella lotta ai Proci al fianco del padre; e, ancora, chiamiamo come Adone gli uomini tanto atletici ed affascinanti da ricordarci colui per il quale Afrodite in persona perse la testa; e ogni vanesio prende il nome di Narciso, che si innamorò della propria immagine riflessa nell’acqua…

Una narrazione non è altro che una lettura del reale: quando è efficace, influisce su di esso e diviene bagaglio comune.

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