Vuoti a rendere

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universo Pixar

Che altri si vantino delle pagine che han scritto, io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

Jorge Luis Borges

Non fu certo la modestia a suggerire all’argentino simili parole, ma la profonda consapevolezza di come la lettura sia un atto creativo, strettamente necessario al testo, che impegna non poco chi lo compie.

Non molto diversamente deve forse, a questo punto, pensarla il blogger Jon Negroni, “uno scrittore” (come ci tiene ad autodefinirsi) che finora ha riscosso il suo più grande successo grazie ad una lettura.

Nello specifico, i testi su cui si è adoperato sono i lungometraggi della Pixar, sui quali ha formulato l’intrigante teoria secondo cui essi apparterrebbero tutti al medesimo universo narrativo e racconterebbero, in filigrana, di una diversa evoluzione del nostro mondo.

Per arrivare a proporre una simile interpretazione, si è basato sul gioco delle citazioni che la Pixar ripropone ad ogni nuova uscita, una peculiarità stilistica cui il pubblico guarda con curiosità, provando a rintracciare di volta in volta le piccole apparizioni di elementi o personaggi tratti da altri film.

Ebbene, dietro questi dettagli Negroni ha provato a indovinare un senso, stabilendo fra di essi dei collegamenti che rivelassero un disegno narrativo più ampio rispetto a quello manifesto. Per farlo, ha dovuto intrecciare da sé questi fili del racconto, destreggiandosi nei vuoti della narrazione: un’operazione non molto dissimile da quella che, in maniera più o meno conscia, tutti noi compiamo ogni volta che leggiamo.

Leggere è un’arte a cui i libri ci iniziano molto più di quanto non crediamo, eppure non si esaurisce certo ad essi. Tutti i mondi che abitiamo, infatti, sono leggibili, a patto che siamo disposti ad investire con la nostra creatività gli spazi vuoti tra i fili dell’intreccio. Parte del piacere del testo risiede proprio in questo.

È ora di accorgersene: pur con lo stesso libro in mano, non leggiamo mai lo stesso testo di un altro!

Coltivando quel particolare piacere dell’intertestualità, Negroni ha letto una storia che, a mio parere, neanche gli stessi narratori sapevano di aver raccontato. Capita. Se vi interessa conoscerla nel dettaglio, potete trovarla qui.

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