Spiove, governo ladro!

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Kyung Duk Kim, Text Rain

Kyung Duk Kim, Text Rain

Tutti a dire che la pioggia è una gran rottura, che rovina le giornate, manda in tilt il traffico, filtra dalle finestre, sporca le macchine, allaga le strade… e, per carità, come darvi torto su tutte queste cose.

Vorrei solo che provassimo a ribaltare la prospettiva, guardare nella pozzanghera dopo il temporale, per accorgerci che, con la luce giusta, quello è l’unico modo per inquadrare il cielo pur con lo sguardo basso.

Non starò qui ad ammorbarvi con il racconto dei momenti della mia vita che la pioggia ha reso memorabili. Basta la musicalità de La pioggia nel pineto di D’Annunzio o l’emozione del monologo finale di Blade Runner per ricordarci della bellezza che regala all’uomo l’acqua che cade dal cielo.

Dal Diluvio in poi, sono tante le storie cui la pioggia ha dispensato il suo tocco. Oggi, prendendo spunto dagli acquazzoni che ci siamo beccati, vi propongo uno stralcio da L’arcobaleno della gravità: è un momento piuttosto marginale del racconto, eppure in esso Pynchon – da magistrale narratore qual è – ci offre una bella descrizione della vitalità dell’evento atmosferico.

Enjoy!

Sul ponte dell’Anubis, il temporale picchia rumorosamente sul vetro, su cui si vanno a stampare le sue grandi pinne bagnate, emergendo a caso dalla notte – ciaf – una forma vivente visibile solo per il breve margine iridato che ne accompagna il suono: solo un matto, oppure un ufficiale della cavalleria polacca, può starsene lì in quella posa dietro una separazione così fragile e sottile, a osservare ogni colpo nel pieno della sua muscolosità. Alle spalle di Procalowski, il bilanciere del clinometro va avanti e indietro assecondando il rollio della barca: un pendolo in un sogno. Alla luce della tempesta, le rughe della sua faccia diventano nere, nere come i suoi occhi, come il suo copricapo di lana indurito dalla salsedine, messo di sghimbescio, a coprire i profondi solchi della fronte. La luce si addensa, chiara, intensa, sulla superficie dell’apparecchio radio… si alza dal quadrante del grafometro, aprendosi dolcemente a ventaglio… si riversa fuori dagli oblò, nel fiume bianco. Inspiegabilmente, la luce del giorno sta declinando da troppe ore. I fuochi di sant’Elmo adesso cominciano a tremolare nel sartiame. La tempesta strattona le cime e i cavi, la notte nuvolosa, fra grandi spasimi, diventa bianca e rumorosa. Procalowski fuma un sigaro e studia le carte nautiche dell’Oder.

Thomas Pynchon, L’arcobaleno della gravità

Niente male, eh?
E voi, quali altri momenti narrativi caratterizzati dalla pioggia avete da suggerire?
Mentre ci pensate, ecco a voi una playlist tematica di quelle che necessitano di un ombrello…

  • Guns’n’Roses, November Rain
  • L’aura, Piove
  • Max Gazzè, Se piove
  • Guano Apes, Rain
  • Eminem ft. Dido, Stan
  • Billie Myers, Kiss the rain
  • Prince, Purple rain
  • BJ Thomas, Raindrops keep falling on my head
  • Adele, Right as rain
  • Creedence Clearwater Revival, Have you ever seen the rain
  • Eurythmics, Here comes the rain again
  • Vangelis & Jean Michel Jarre, Metallic Rain
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