(Five Spot) After Dark

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Kazu Tabu, Five Spot After Dark

Kazu Tabu, Five Spot After Dark

Stanotte le lancette hanno compiuto un giro all’indietro e il tramonto viene a sorprenderci ancora presi dai pensieri e dalle occupazioni del giorno. Guardo dalla mia finestra il buio invadere i domini del pomeriggio, le strade brulicare di fari notturni e le ombre danzare intorno alle lampade di caseggiati all’irresistibile jazz di una tromba…

…e penso che il mood di queste note mi è stato trasmesso da parole impresse su un foglio di carta. Chiunque abbia detto che “scrivere di musica è come ballare di architettura” ha detto davvero un’emerita sciocchezza.

Con buona pace dei puristi, è stato grazie a Murakami Haruki che in molti abbiamo scoperto e apprezzato questo brano. Lo canticchia uno dei personaggi di After Dark, romanzo che da esso prende anche il nome.

Leggerlo equivale a vagabondare per la Tokyo che appare dopo il tramonto, città alienante e alienata, attraversate da persone diverse fra loro, ma tutte sole. Seguiamo alcune di esse per il tempo di una notte, i capitoli segnati da una precisa indicazione cronologica, ma sarebbe sbagliato affermare che le loro vicende stiano racchiuse in quell’arco di tempo. Non ne percepiamo che un frammento, senza sapere cosa sia accaduto prima, solo immaginando cosa l’alba porterà in dote.

Per quello stilema così tipico del postmodernismo, le loro sono storie che rimangono irrisolte, non approdano a nulla di compiuto. Anzi, nel cuore dell’oscurità, assumono talvolta prospettive stranianti, del tutto incomprensibili, tanto che alla fine è arduo stabilire quale sia il volto della realtà e cosa invece appartenga al mondo delle suggestioni.

Le atmosfere visionarie sono da sempre la cifra stilistica di Murakami, così come la passione per la musica. Uscirà, peraltro, fra pochi giorni la sua ultima fatica letteraria, dal titolo Ritratti in jazz, ovvero un “atlante sentimentale” dei suoi musicisti preferiti. Dimostrazione che si può scrivere di qualunque cosa. La passione, quando è vera, trasuda dalla carta e contagia.

Oh, come contagia…

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  1. Di Murakami ho letto nell’ ordine:

    A sud del confine, a ovest del sole
    Dance dance dance
    La ragazza dello Sputnik
    L’ uccello che girava le viti del mondo

    Sono state tutte e 4 delle bellissime esperienze, dei veri e propri viaggi all’ interno di un libro unico, di un mondo sconosciuto, di una mente geniale.
    E, come sempre succede alla fine di un bel viaggio, si é soddisfatti di come é andato, ma si é anche tristi, perché avremmo voluto prolungarlo per sempre.
    Visto che abbiamo dei gusti letterari in comune, spero che questo mio post ti dia degli spunti per le tue letture future: http://wwayne.wordpress.com/2013/04/27/la-fine-di-un-era/.

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    • Dei quattro più sopra ho letto solo “Dance Dance Dance” e devo dire che mi inizialmente mi ha spiazzato, perché mi chiedevo dove volesse andare a parare. Poi ho capito che con Murakami è così, occorre godersi il viaggio senza pensare alla fine: il compimento della storia sta nel sedimentarsi delle atmosfere, non nell’evoluzione del corso degli eventi.
      Degli altri, invece, che mi dici? Quale consiglieresti?

      P.S. 162?!? Complimenti!

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      • Senza dubbio A sud del confine, a ovest del sole. Il più semplice, il meno ambizioso e forse proprio per questo il più riuscito. Grazie mille per i complimenti e per il commento! : )

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