Di parole si può vivere?

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parole di lulù
Sembrerebbe di sì. Soprattutto se le parole in questione sono Parole di Lulù, come il nome della fondazione attraverso la quale il cantautore romano Niccolò Fabi e la compagna Shirin Amini celebrano ogni anno la vita della piccola Olivia, la figlia che nel 2010 hanno perso a causa di una grave meningite.

Ogni volta, a Casale sul Treja (provincia di Roma), il 30 agosto è una festa, ci sono esibizioni canore e laboratori per i più piccoli e si raccolgono fondi perché la festa possa durare più a lungo e possa essere per molti.

E come per ogni festa, ci sono dei regali. Quest’anno Parole di Lulù, insieme a “Medici con l’Africa CUAMM”, ne ha confezionato uno per l’ospedale di Yrol in Sudan, che riceverà le attrezzature necessarie perché il nuovo reparto pediatrico in costruzione possa accogliere fino a 3500 piccoli pazienti. Un contributo non da poco, considerando che in Sudan la mortalità infantile riguarda 135 bambini su mille.

Sono partiti insieme per recapitarlo, tre “re magi” d’eccezione, tre amici in viaggio, tre colleghi che la sanno lunga sul potere delle parole.

Parole che fanno bene.

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