Era meglio il libro

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Ah, ma io non l’ho letto, sapete? E non ho visto neanche il film, se è per questo. Sono certo, però, di aver ben interpretato il pensiero della maggioranza dei lettori di Boris Vian. Non lo si può negare: per quanto bravi possano essere attori, regista e compagnia bella, noi lettori siamo (quasi) sempre delusi dalle trasposizioni cinematografiche.

Tuttavia, questa non è che una delle situazioni che puntualmente si ripropongono quando un film viene tratto da un libro e, diciamocelo, non è di certo la più fastidiosa.

Vogliamo parlare di quelle odiose fascette che ci ricordano a ogni pie’ sospinto le origini della storia? Ma a chi vogliono darla a bere! Piuttosto che a dare credito al film attraverso l’esaltazione del suo progenitore, quei fastidiosi affari di carta servono esattamente all’opposto, a sfruttare il traino mediatico della pellicola per aumentare nel breve periodo la tiratura del libro.

Tutt’altro livello di fastidio, bisogna riconoscerlo, raggiungono le copertine su cui campeggia il bellimbusto di turno che sullo schermo presta il volto al personaggio letterario. Presta, appunto. O almeno così dovrebbe essere. Grazie a questa pratica invadente, anche chi proprio non vuole vedere il film o chi, persino, ne ignora l’esistenza, si trova costretto suo malgrado ad affibbiare al protagonista un volto che è stato un ente diverso dalla sua immaginazione a proporgli.

Ultima conseguenza di questo tipo di operazioni è l’improvviso acuirsi dell’interesse per un testo che magari fino ad allora è stato solo un prodotto di nicchia. Questo sottrae ai lettori originari lo status di conoscitori privilegiati di quella storia e il gusto raffinato che ne deriva. Il tutto somiglia molto a un involgarimento dell’opera, ma in questo caso non credo sia del tutto vero. Sarà pure un’operazione commerciale, ma per mezzo di essa il libro può arrivare a sussurrare all’orecchio di nuovi destinatari.

Io, per esempio, sono al momento impegnato in un corpo a corpo con L’arcobaleno della gravità di Pynchon, ma ho avvertito chiaro e forte il richiamo di La schiuma dei giorni e credo che presto o tardi mi addentrerò tra le sue pagine. Non temete, riferirò di entrambi.

Intanto, vi lascio con il trailer di un altro film, di prossima uscita, che ha proprio come oggetto la trasposizione sullo schermo di un libro e i compromessi che all’epoca questo ha richiesto. Il film racconterà, infatti, la lavorazione di Mary Poppins.

Era anch’esso tratto da un libro, non lo sapevate?

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