I poeti sprecano la carta

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origami gru

Non voglio assumermi meriti che non mi spettano. L’autore di questa affermazione è un ragazzino di seconda media invitato a spiegare la peculiarità dei componimenti in versi rispetto alla prosa.

Non fa una piega, vero?

Per me c’è del genio in queste parole. Intanto, magari senza accorgersene, Davide ha dimostrato uno spiccato senso dell’oltre, indicando in modo divergente le opacità della nostra vista di adulti, ovvero la differenza fra ciò che guardiamo e ciò che di solito vediamo. Come dire: siamo tutti buoni a fare due tagli, ma ci vuole un artista per ricordarci che al di là del quadro c’è la tela.

Lucio Fontana, Spatial Concepts: Expectations

Lucio Fontana, Spatial Concepts: Expectations (1960)

In un mondo che bada sempre di più alla funzionalità, caro Davide, hai colto tuo malgrado l’elemento caratteristico della bellezza, la sua assoluta gratuità. L’arte per l’arte, insomma. Lo slancio vitale dell’uomo verso ciò che lo trascende.

Vuoi sapere perché il poeta alla fine del verso va a capo, quando invece avrebbe ancora a disposizione sul foglio tutto lo spazio che vuole? E perché alcuni suoi colleghi, addirittura, spezzettano le frasi come gli pare e piace? O magari perché le possono invertire senza apparente criterio, mentre se ti azzardi a farlo tu il tuo tema diventa tutto striato di rosso, nemmeno fosse un film di Tarantino?

Prova a guardare L’anguilla di Montale e la vedrai strisciare nella lunghezza irregolare di quei versi.

Leggi ad alta voce L’acrobata della Szymborska e ti sembrerà di ondeggiare sul suo trapezio insieme a lui tra interruzioni e ripetizioni, interruzioni e ripetizioni.

Prendi pure in mano un prosatore, se preferisci, ti assicuro che il risultato cambierà di poco.

Osserva, ad esempio, i brevi paragrafi e i lunghi spazi bianchi che compongono i capitoli di Seta di Baricco e dimmi se non ti sembra di sentire tra le mani la soave levità di quel tessuto.

Se a ragione Dostoevskij sosteneva che sarà la bellezza a salvare il mondo, allora la poesia è uno degli sprechi che sono tanto più necessari in questi tempi di crisi.

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